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batlogreturns
BATlog:...Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte...

...La Notte Rivela L'Uomo....



...E Nei Tuoi Occhi Mi Perdo...



...Come In Un Cielo Estivo...




"Lasciami andare a vedere il sogno,
la velocità, il miracolo,
 non fermarmi con uno sguardo triste,
questa notte lasciami vivere laggiù sull'orlo del mondo,
solo questa notte, poi tornerò"




Noi siamo gemelli, Notte,
perchè tu riveli lo spazio e io rivelo la mia anima.

 


Sub tuum praesidium confugimus,
sancta Dei Genitrix.
Nostras deprecationes ne despicias
in necessitatibus,
sed a periculis cunctis
libera nos semper,
Virgo gloriosa et benedicta.




Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amero’ come le praterie amano la primavera,
e vivro’ in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Cantero’ il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascoltero’ il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
L'amore e’ un tesoro prezioso, e’ il dono che Dio fa
agli spiriti sensibili e grandi


(Kahlil Gibran)

 





Osservate con quanta previdenza la natura,
madre del genere umano,
ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.
Infuse nell'uomo più passione che ragione
perchè fosse tutto meno triste,
difficile, brutto, insipido, fastidioso.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza,
la vecchiaia neppure ci sarebbe.
Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati
godrebbero felici di un’eterna giovinezza.
La vita umana non è altro che un gioco della Follia.

Il cuore ha sempre ragione.

Erasmo da Rotterdam


C'è solo l'A.S. ROMA




L'Utente da Lei Chiamato è
al Momento Più Fuori di Testa Del Solito.
La Preghiamo di Riprovare Più Tardi....








L'Immensità

Io son sicura che
per ogni goccia
per ogni goccia che cadrà un nuovo fiore
nascerà
e su quel fiore una farfalla volerà.
Io son sicura che
in questa grande immensità
qualcuno pensa un poco a me
non mi scorderà.
Io lo so
tutta la vita sempre sola non sarò
un giorno troverò
un pò d'amore anche per me
per me che sono nullità
nell'immensità.
Io lo so
tutta la vita sempre sola non sarò
un giorno troverò
un pò d'amore anche per me
per me che sono nullità
nell'immensità
 



 "Poscia ch'io ebbi il mio dottore udito
nomar le donne antiche e ' cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

  I' cominciai: «Poeta, volontieri
parlerei a quei due che 'nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri».

  Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».

  Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s'altri nol niega!».

  Quali colombe dal disio chiamate
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l'aere dal voler portate;

  cotali uscir de la schiera ov'è Dido,
a noi venendo per l'aere maligno,
sì forte fu l'affettuoso grido.

  «O animal grazioso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

  se fosse amico il re de l'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

  Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

  Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui.

  Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

  Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

  Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

  Quand'io intesi quell'anime offense,
china' il viso e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?».

  Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

  Poi mi rivolsi a loro e parla' io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

  Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri,
a che e come concedette Amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».

  E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.

  Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

  Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

  Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

  Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

  la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

  Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com'io morisse.

  E caddi come corpo morto cade."


Canto V




XVII sonetto

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.


T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti


che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.




"Scusa se son venuto qui questa sera
da solo non riuscivo a dormire perchè
di notte ho ancora bisogno di te
fammi entrare per favore solo
credevo di volare e non volo
credevo che l'azzurro di due occhi per me
fosse sempre cielo, non è
fosse sempre cielo, non è
posso stringerti le mani
come sono fredde tu tremi
no, non sto sbagliando mi ami
dimmi che è vero
dimmi che è vero
dimmi che è vero
dimmi che è vero,
dimmi che è vero
dimmi che noi non siamo stati mai lontani"

"Sono le piccole cose che rendono felici.."




Gechi E Vampiri

Una vita normale
La mattina col sole
Non l'avevo fatta mai
Mi svegliavo la notte
Come Gechi e vampiri
Trasgressioni solo routine
Stavo sempre uno schifo
Con la gente sbagliata
In un mondo che nel mondo non c'è
E col tempo anche i sogni si fanno i bagagli
E un bel giorno non li cerchi più
Ma chi sei, ma chi sei
Specchio specchio delle mie brame
Cosa vuoi, cosa vuoi
Sono la strega di Biancaneve
Dimmi che, dimmi che
Non tornerò mai com'ero prima
Dimmelo perché
Perché voglio di nuovo trovare la strada
Che tu avevi scelto per me
Ci vorrebbe una storia
veramente importante
che cancella tutto quanto così
più cerchi qualcosa
e più non trovi niente
ma questo ormai da tempo si sa
ma un giorno qualunque
in un posto tremendo
vedo quello che mi piace e sei tu
quando credevo d'avere finito
i Gechi e vampiri non ci sono più
Ma chi sei, ma chi sei
Specchio specchio delle mie brame
Cosa vuoi, cosa vuoi
Sono la strega di Biancaneve
Dimmi che, dimmi che
Non tornerò mai com'ero prima
Dimmelo perché
Perché voglio di nuovo trovare la strada
Che tu avevi scelto per me
Ma chi sei, ma chi sei
Perché non resti anche la mattina
Te ne vai, te ne vai
Mi fai tornare dov'ero prima
Ma perché, ma perché
Invece di giocare
Ancora non diventi mio
Perché un cuore che parte
Può fare più luce del sole anche stando quaggiù
Ma perché, ma perché
Invece di giocare
Ancora non diventi mio
Perché un cuore che parte
Può fare più luce del sole anche stando quaggiù
Perché voglio di nuovo una vita
un po' meno sbagliata e la voglio con te
con te
























































Grazie Andrea per averci creduto







































































3 luglio 2008
Cammariere..


"...E mi manca il respiro se tu te ne vai...."

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12 maggio 2008
Vetro sul Cuore




Che devo fare perché tu mi ami?
che posso fare perché tu tenga a me?
chi devo essere perché tu mi sfiori?
che posso dire affinché tu guardi me?
io so che ti porterei di notte tra le fragole
io che ti regalerei i giochi senza regole
over the mountains, deep as the ocean
guardami, guardami, guardami,
sono sola in mezzo a questo vento
coprimi, coprimi, guardami

guarda bene dietro al vetro c'e' il mio cuore
non c'e' ragione perché tu non ritorni, da me
non c'e' ragione in una bugia
e non c'e' modo che tu nasconda
che non e' lo stesso senza di me
io so che ti porterei
tra i boschi delle favole
io che ti regalerei
il cielo senza nuvole
over the mountains, deep as the ocean
guardami, guardami, guardami,
sono sola in mezzo a questo vento
coprimi, spogliami, guardami
che mi muovo appena e sto cadendo
sono sola in mezzo a questo vento
guarda bene dietro al vetro c'e' il mio cuore
vetro sul cuore


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5 maggio 2008
Lovely
Le persone fanno così.
 Saltano, sperando che Dio li faccia volare.
 Perchè altrimenti cadiamo giù come sassi, e mentre precipitiamo ci chiediamo:
 "ma perchè diavolo  sono saltato giù? "
 Ma eccomi qua precipito, e c'è una sola persona che mi fa sentire in grado di volare: 
    e sei tu. 






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1 maggio 2008
In Piena Guerra


Chiedimi quanto sarà sanguinaria questa guerra, mio amore.
Chiedimi quanto sarò in grado di resistere.
Chiedimi quanto sarà dura questa guerra.
Chiedimi il perchè di questa guerra.

Ti risponderò che è perchè ti amo.
E durerà finchè ci sarà sangue nelle mie vene e forza per respirare.

Durerà finchè non ti riavrò.
Durerà finchè nelle mie notti, non tornerà la luna.

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28 aprile 2008
Eros E Thanatos
Quando i sogni si infrangono fanno lo stesso rumore delle ossa che si spaccano durante una rissa.
Fanno un rumore simile ad un ramo secco che si spezza.
E' un rumore che lascia presagire un disastro.
E' un rumore che lascia presagire quanto starai male.

Ma se ti riporterà da me, sono disposta ad abbracciare tutto il dolore di questo mondo.

E forse anche ad abbandonare l'odio viscerale che ho nei confronti di chi ti ha portato via da me.

Sono qui. E ti aspetterò.

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10 aprile 2008
Mark Strand

Niente ti dirà
Dove sei.
Ogni attimo è un posto
Dove non sei mai stato.
Quando camminiamo al sole
Le nostre ombre sono zattere di silenzio
Se un uomo finisce una poesia,
si immergerà nella scia bianca della propria passione
e verrà baciato dalla pagina bianca
La roccia è piacere
E si apre
e noi vi entriamo
come entriamo in noi stessi
ogni sera.


Quando sto con te, sto in due posti allo stesso tempo.

Quando sei con me, sei appena arrivata.

Son una valigia che riempi

con una mano e vuoti con l’altra.

7 aprile 2008
Senza Respiro.
Maledetto treno.
Maledetto treno che mi porta via da te.
Maledetto treno obbligato.
Maledetto treno che mi riporta al mio temporaneo capolinea. Da cui tutto è partito.

Vado a rimettermi le catene, mi dico. Così che al mio ritorno tu mi faccia sentire di nuovo libera.

Libera e viva.

Mentre viaggio, mi risuona nelle orecchie la tua voce e sorrido felice.

Sento ancora i tuoi passi nel buio.
Lenti e con la cadenza familiare che i tuoi fianchi gli impongono.
Passo sicuro, passo leonino.
Buio completo, se non fosse per la luce della luna che rende luminosa la tua pelle bianca di essere che di umano, ha solo le fattezze.
E di divino tutto il resto.
Vedo, i tuoi occhi che brillano come stelle che vorrei toccare e poi, dolcemente, baciare.
Percepisco, il cammino delle tue dita che tentano il dominio, che cercano, frugano, scavano e infine trovano.
Sento, il tuo odore addosso a me e che mi riempie l’anima.

Ed io.Li.Senza respiro, coi sensi in fiamme.

Lo stesso odore di cui erano intrise le lenzuola e che durante la notte annusavo nella ricerca disperata del tuo corpo o almeno del suo ricordo.

Strano viaggio oggi.

Strani pensieri che l’anima lacerata dall’averti dovuto abbandonare mi imponeva.

Pensieri su quel tizio, che sedeva di fianco a me, con il corridoio a fare da spartiacque, dall’aria inquieta e pure un po’incazzata.

 

Guardavo le sue scarpe. La suola consumata. Chissà quali posti avrai visto. Chissà dove stai andando. Chissà perché ci stai andando.

 

Pensieri su quella donna che sedeva due file davanti a me, dallo sguardo torbido e turbato, anche un po’stanco, che ogni tanto mi guardava.

Stanca.

Come se tutto il peso del mondo fosse stato sulle sue spalle e avesse trovato un attimo di riposo solo allora, che poteva lasciare il macigno sul posto di fianco a lei, in attesa di riprenderlo alla sua fermata.

Un telefono che squilla mi riporta alla realtà, per poi portarmi di nuovo indietro, alla telefonata che invece hai ricevuto tu.

Di chi ti violenta corpo e anima. E a cui tu, in cambio, dai solo un amore altissimo.

Quel treno che nel portarmi in quella che dovrebbe portarmi a casa - ma la mia casa è li, con te - mi strazia il cuore perché non può vederti sedere vicino a me.

Ma che fa nascere la certezza che presto, tornerò lì.
Lì da te.

Perchè che senso ha la mia vita, se tu non sei con me?
Senza te.

Te.Che sei la mia vita. 





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4 aprile 2008
- 2
Ci sono alcuni momenti che la tua bellezza, mi colpisce in pieno viso come una folata di vento forte.
Anche a distanza di parecchi mesi dalla prima volta che ho incontrato i tuoi occhi.
Penso che domenica è vicina, e nonostante questo la voglia di strappare a morsi il tempo è ancora tanta.
Tanto quanto quella di stringerti tra le braccia.

Ti direi di parlarmi d'amore. Come solo tu sai fare. E penso che è quello che domenica farai.
In mezzo a Villa Borghese.
Posto da sogno degno del sogno che sei.

Sto contando le ore come fossero grani di un rosario.
Faccio scorrere i minuti tra le dita con l'impazienza di un gatto.

Che meraviglia che sei...

E ora, amore, parlami d'amore.





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2 aprile 2008
...
Piove che Dio la manda.
Cosa non darei per ascoltare il rumore della pioggia con te...
Tu, tra le mie braccia.

E tutto il resto del mondo fuori.







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permalink | inviato da - Kia - il 2/4/2008 alle 20:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 marzo 2008
Atomi
Frammenti di Te,
In ogni mio respiro.

I ricordi del primo incontro che riaffiorano come dolce tempesta.

Tu, con la tua tazza di the,
Io, con la mia emozione.

Luogo d’incanto,
Momento senza tempo,

Si scioglie il sangue,
Il cuore si scalda.

 E la mia anima, che t’appartiene, parla di Te.







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22 marzo 2008
21 marzo

Dicono sia entrata la primavera.
Dicono.
Il tempo non sembra dare ascolto.
Fiocchi bianchi scendono dal cielo per la contentezza dei bambini.
Ne vedevo uno, passando sulla strada, prenderne uno con la mano e ridere di una gioia senza paragoni, con gli occhi che solo i bimbi hanno e di cui gli adulti dimenticano l’esistenza.

Dicono sia entrata la primavera.
Dicono.
Perché nel mio cuore la primavera è entrata da diversi mesi. E non oggi.

Continuano a dirlo.
E con un sorriso mi dico tra me “sapessero da quanto io invece il calore della primavera ce l’ho dentro.”

Dicono sia entrata la primavera.
Dicono.
E l’albero che c’è in giardino lo conferma.

Spuntano fiori bianchi dalle venature rosso primario. Come una sorpresa, sorgono, si innalzano, cercano il cielo.
Senza avvertire, senza annunci.
Spuntano.

Mi ricordano i tuoi sorrisi.
I tuoi sorrisi che nascono sul tuo viso da cerbiatto dai grandi occhi neri.

Un sorriso sorprendente, inaspettato, bello, caldo.
Un sorriso che è come un raggio di sole che ti colpisce in pieno viso.
Che ti costringe a socchiudere gli occhi e a respirare a pieni polmoni l’aria che si riscalda.

Follow me…Follow me…Follow me…
Non te ne pentirai, lo sai…
Follow me…Follow me…Follow me…

Guardami negli occhi.
Dammi le mani.
Metti i piedi nelle orme che traccio camminando davanti a te.
Non perdere il contatto. Guardami. Non ti puoi perdere.

Mi pensi, mentre i fiori risorgono dal letargo?
Mi pensi, mentre i ghiacci si sciolgono?
Mi pensi, mentre i ruscelli riprendono la loro corsa tra i fili d’erba di prati dimenticati?

Mi pensi, mentre io penso a te?


Ti chiedi se tutto questo è connesso alla primavera? Certo Amore.

Sei tu la (mia) primavera.







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permalink | inviato da - Kia - il 22/3/2008 alle 0:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
18 marzo 2008
Lettera Di Una Mente Abbastanza Contorta
 

Mi dispiace.

Amore, mi dispiace. - Non lo ripeterò mai abbastanza -

Che sono testa calda lo hai sempre saputo. Che sono una testa di cazzo, pure.

O testa “vota” fai tu.

 

Non trovo molto differenza nella distinzione. Sempre che una distinzione ci sia.

 

Ti ho fatto male.

Ti ho fatto pesare la mia stupida gelosia.

Le mie stupide paure di una persona, che ti giuro, mi auguro di non trovar davanti in tempi poco distanti da questo momento.

Me lo auguro, in primis, per quella persona.

Perché ti violenta, in ogni momento che può, ti straccia il cuore come fosse un foglio di carta con un disegno che non c’è riuscito perché abbiamo sbagliato la linea, il colore o, a volte, entrambe.

O per semplice capriccio.

 

Ti vuole. Per astio, ripicca, odio. Orgoglio.

E tu soffri.

E io non lo sopporto.

Poi ok. Io non ho diritto di parola in questo. Ma “questo” coincide con la realtà.

 

Però a te no. A te non dovevo farlo pesare. No. A te no.

E me lo dico, me lo ripeto con la gola chiusa, sotto la pioggia, una marlboro in mano gentilmente offerta da chi mi è davanti e srotola una fiumana di parole a cui io non presto minima attenzione.

 

Però ti amo.

 

In una maniera che a raccontarlo, non ci si riesce.

E se anche qualcuno ascoltasse, non ci crederebbe.

 

Ti amo.

 

Forte. Immensamente. Devotamente. Passionalmente. E teneramente.

A dirlo con quattro parole: con tutta me stessa.

 

E amo te in tutto quello che sei, che non sei, che dimostri, che dici, che scrivi. In tutto.

Senza distinzioni. Nei tuoi pregi (tantissimi) e nei tuoi difetti (pochissimi).

Perché sei luce.

Perché sei mare.

Perché sei vento. Di quel vento fresco nei giorni di estate torrida.

Che ti accarezza la pelle, che si intrufola tra i capelli scompigliandoli come un bimbo dispettoso.

Di quel vento che sa d’Africa. Di quel vento che sa di te.

 

E io amo quel vento e amo te.

 

E te lo scrivo, perché a dirtelo a voce, con il mio difetto di pronuncia, perde anche di serietà.

 

Sei come un diamante, che con luci diverse rifletti colori e lampi diversi.

O come un rubino. Di quel rosso scuro che ricorda il sangue che scorre.

Del mio sangue.

Del mio sangue che scorre per te.

Perché sei parte di esso, che arriva al cuore i cui battiti hanno lo stesso suono del tuo nome pronunciato, sussurrato, urlato.

Ogni battito lo grida.

Ogni battito chiama Te.

Ogni battito vuole Te.

Ogni pulsazione è dedicata a Te.

Ogni rallentamento del battito, ogni accelerazione di quando ti penso e ti vedo, ti cerca.

Ogni aumento di velocità, spesso tanto forte da pensare che da un momento all’altro il mio cuore scoppi o finisca fuori dal petto.

 

Ci sono le mie mani, che cercano le tue.

Ci sono i miei occhi che cercano i tuoi. Che ridono, che si accendono, che dicono e non dicono, che stuzzicano, provocano, cercano e alla fine, trovano. Un amore immenso. Che sa di Te.

Ci sono le mie labbra che cercano le tue.
C’è il mio corpo che cerca il tuo.

 

 

Nella mia monotonia, nella mia ripetizione, amo Te.


Sopra ogni cosa. Ogni cosa che esiste.

E sopra ogni cosa che ancora, dell’esistenza non sa nulla.





"La mia vita è brillante.
 Il mio amore è puro.
 Vidi un angelo.
 Di quello sono sicuro.
 Mi ha sorriso sulla metro.
 Era con un altro uomo.
 Ma non perderò sonno su quello,
 perché ho un piano.

 Sei bella. Sei bella.
 Sei bella, è vero.
 Ho visto la tua faccia in un posto affollato,
 E non so cosa fare,
 perchè non starò mai con te.

 Yeah, catturò il mio sguardo,
 Come se camminassimo vicino.
 poteva vedere dalla mia faccia che ero,
 amareggiato,
 E non penso che vedrò la sua dinuovo,
 Ma abbiamo condiviso un momento che durerà fino alla fine.

 Sei bella. Sei bella.
 Sei bella, è vero.
 Ho visto la tua faccia in un posto affollato,
 E non so cosa fare,
 perchè non starò mai con te.
 Sei bella. Sei bella.
 Sei bella, è vero. "

Scusa, ma le ultime righe le levo.
Perchè non voglio più nemmeno pensare ad una vita senza di Te.


 


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16 marzo 2008
Legami.
 

Legami.

Sì. Legami.

Con fasce di seta. Legami.

Come hai legato quel ciondolo a forma di spada al mio collo qualche tempo fa.

 

Quando mi muovo, lei si muove con me.

E quando lei si muove il mio pensiero corre subito a te.

Una spada.

All’elsa un cordone nero la stringe al mio collo.

Quando esco dalla doccia la guardo. Bagnata, le gocce corrono sulla lama ed è ancora più luminosa.

Come la tua pelle bagnata.

 

Una spada.

Regalo del mio amore lucente come il suo dono argenteo. Che irradia nuova luce in cui la mia anima vive.

Affilato come una spada vera, tanto che a volte, dopo una notte agitata la mia pelle ha i segni rossi della sua lama.

Così mi guardo allo specchio e penso che siano i tuoi segni. Come un promemoria. Come a dirmi “Pensami”.

E io ubbidisco.

 

Me la donasti in un wend passato insieme. Uno dei primi.

Ridevi con gli occhi emozionati. “Scarta, dai…” mi dicesti.

Ti guardavo, io seduta sul bordo del letto, tu, in piedi che mi sovrastavi. Sorridevo. Con l’idea di farti spazientire.

Aprii e la trovai. E ti guardai con gli occhi pieni di sorpresa e meraviglia.

Ti guardai negli occhi.

E mi persi e mi ritrovai.

 

“E’il simbolo della tua vita. L’ho vista e te l’ho presa.Doveva essere tua.”

 

Il simbolo di chi ha sempre lottato per tutto.

Per un sì o per un no.

Per un’idea, per un sogno.

Per un profumo o per un sorriso.

 

Simbolo di corse a perdifiato per raggiungere un’oasi. Che aveva i tuoi occhi. Senza perdere un passo finchè non sono arrivata a pochi metri da te.

Solo allora ho rallentato e adeguato il mio passo al tuo così da camminarti di fianco.

 

Da quale paradiso vieni Amore?

 

Legami.

Forte. Come hai stretto il mio cuore.

Legami.
Forte. Fino quasi a non far passare più il sangue.

 

Legami.

Tanto stretto da sentir la vita scorrere nelle vene.



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10 marzo 2008
Rabbia

C’è il cuore che batte veloce.

C’è il mio, impazzito come un cavallo spaventato.

Che senti il pulsare del sangue fin dentro le orecchie. E pensi “adesso muoio” o ancora peggio “adesso se ne va”.Ma contemporaneamente pensi: “se sopravvivo…è fatta.”


E il suo. Di cui sento i battiti. Forti. Veloci e pieni di dolore e paura. Di un dolore che di umano ha ben poco. Proprio come la sua natura. Che, di divino, ha quasi tutto.

Di un dolore così forte che il perché c’è, non ha più importanza.

Conta solo il farlo passare.

Poi ci sono i suoi occhi scuri. Che sono come quelli di un cerbiatto, di un Bambi dolce e cucciolo.

Ci sono i miei. Sempre nei suoi.

C’è una pelle, la sua, che ha un profumo intenso. Che ha il profumo di un passato rubato appena lo assapori.

Il profumo del mio passato rubato, mi dico. Il profumo di un’infanzia che non è andata come doveva, come volevo, il profumo di un’adolescenza, che se c’era, non me ne sono accorta.

Poi, però, a sentirlo bene, assume un altro sapore.

Il profumo di un futuro luminoso, di un futuro che sa di quella pelle.

E allora il passato è lontano, il presente è molto meno difficile e il futuro è molto più atteso.

E vicino.

Tanto vicino che la sua distanza da me ha la stessa durata di 2 ore e 17 minuti di treno.

Né un minuto di più né uno di meno.

 

Provo rabbia. Sì.

Rabbia per chi crede di potere tutto senza portare rispetto.

Per chi crede di potere tutto su di te.

Per chi crede di avere il diritto di artigliare ancora, nuovamente, con rinnovate ferocia quella pelle, la tua pelle, a suo piacimento senza ritegno, senza amore, senza rispetto. Lasciando la presa solo con la nascita dei primi rivoli di sangue che sgorgano dalle curve del tue corpo che andrebbero solamente venerate.

Quelle curve che sono tue. Belle come le curve di un miracolo.

Solo per dimostrare un potere di cui si sente forte e che, vaffanculo, rende solo tutto il contrario di ciò che era sua mira essere.

 

Non ho diritto di parola in questo, lo so da me.

Sappi solo che la vita che si agita dentro di me, nata dal sogno che hai creato e in cui mi fai viaggiare da quando ci sei, ha deciso che affronterà qualsiasi guerra, qualsiasi terremoto pur di

averti con lei.

 

E io.

Io sono qui.

E ti passo le dita tremanti tra le piume delle tue grandi ali bianche.

Te le liscio con perizia, cura, minuziosità figlie di un amore la cui grandezza non si riesce a raccontare.

Tieni la testa tra le braccia in un momento come di raccoglimento e di abbandono nel ricordo di un inseguimento che ha l’aura di un qualcosa che nella vita non accade mai.

E che invece è successo.

 

E ora, mio dolcissimo amore, respira.

C’è una nuova aria intorno a te.






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permalink | inviato da - Kia - il 10/3/2008 alle 23:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (55) | Versione per la stampa
3 marzo 2008
Parole Calde



Per te.
Che sei il mio paradiso perduto.

E dopo un pò che sono lontana, inizio a stare male.
Di un mal d'Africa che non lascia scampo.

Ma i giorni corrono. E tra poco sarò di nuovo li.
E so che le tue sponde calde mi stanno aspettando.

Sto per tornare.
Attendimi.
24 febbraio 2008
City Of Blinding Lights
Mi manchi tanto.
Ma so che ci sei.
Sì. Da quando ci sei è cambiato tutto.

Notte lenta, notte che corre.
Città illuminata di luci bianche, luna piena che guarda e ride.

Notte ferina e notte addomesticata.
Come un leone dentro una gabbia, pronto sull’uscio che sa che si aprirà.

Notte da osteria e notte di pensieri osceni.
In attesa di un ritorno sulle scene del mondo.

Notte da hijo de luna.
Di una luna bella e sfacciata.

Notte di tutto e notte di niente.
Di alfa e di omega.

Notte di velocità su strade sconosciute, notte di frecce di fuoco ai tuoi fianchi.
Dello stesso fuoco che ti scorre nelle vene.

Notte da U2, notte che sa di te.
Te. Droga miracolosa. Che a ciò che tocchi doni colore.

Notte in cui puoi essere chi vuoi. O essere nessuno. Quello che vuoi, Amore mio.

Vuoi due ali?
Te le posso dare.

Dove sei?
Che domande…tra le curve della luna sei, nell’aria sei, nei respiri vitali sei, tra l’alba e il giorno sei, tra il tramonto e la prima stella sei, nel rumore del vento sei, nel ruggito della notte sei.

A tenere unite le cellule del creato sei.

Basta cercarti.

"Oh you look so beautiful tonight
In the city of blinding lights"

Ormai lo so. Ormai è certo. Sei tu.

Tu. My city of blinding lights.










 


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permalink | inviato da - Kia - il 24/2/2008 alle 15:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
22 febbraio 2008
Ecco.
Ecco.

Ci sono giornate che ti danno sensazioni diverse da quelle che ti danno le giornate di routine usurante e a volte un po’ kitsch.

Ci sono giornate che possiedono un cielo così terso che non sembra reale.
Quelle giornate che preannunciano la primavera, che ti fanno capire che il mondo gira.
Che gliene frega un bel niente se tu non te ne accorgi. Lui gira. E forse, sotto sotto, si fa pure quattro risate.

Ci sono giornate che senti l’aria che diventa calda. Che prende i raggi del sole, li divide in singoli granelli e li distribuisce tra le varie correnti, con la raccomandazione di toccare più pelle che si può.

Giornate che sono belle, ma che lo sarebbero ancora di più se uscendo da casa ti trovassi Piazza del Popolo davanti.

Giornate che sanno di rhum, di quello invecchiato di 8 o 12 anni, bevuto in bicchieri di cioccolato a Trastevere in compagnia, di chi ti ama da un lato e di chi ha avuto le palle di reggere una confessione pesante e di abbracciarti fraterno dall’altro.

“Ancora poco, resisti. Ancora poco”, mi dico.

Giornate in cui ci sente come gatti che si stirano, assonnati e sonnacchiosi, leccandosi il pelo con aria annoiata e oziosa. Sì mi sento così.
Un gatto. Impaziente.
Che mentre si stiracchia chiude gli occhi e pensa.

Pensa ad una notte.
La prima da adulta verrebbe da chiamarla.
La prima in città “straniera”, la prima in letto “straniero”, la prima in una casa “straniera”.

Casa di ragazze mai viste prima ma che sono in grado di trattarti come una sorella anche se il repertorio di parole scambiate comprende dalle 2 alle 100 parole. Da emozionata, sono silenziosa.
Che ti trattano come una sorella perché sei legata ad una persona speciale che anche loro amano.
E questo a loro basta. Il loro cuore è grande. Tanto. E coraggioso.
E le parole non servono più.
Basta un abbraccio.
Di quelli che non ti scrolli più, per il resto della tua vita.

Notte insonne.
Perché rimani a guardare il viso, bellissimo, di chi ti dorme accanto tra le braccia. Che nemmeno immagina che effetto meraviglioso fa la luce della luna sulla sua pelle bianca come il latte.
Tra luci e ombre.
Tra rombi di motore che passano e il ricordo di poesie lette poche ore prime come solo quella voce sa fare.
Che poche ore prima faceva le prove per un reading. E guardandomi con aria emozionata sussurrava un “che te ne pare?”.
Che me ne pare? Te lo dirò quando avrò nuovamente preso possesso di me. Ora sono in viaggio. Aspettami.
Una notte che scorre veloce, tra baci segreti a fior di labbra e la ricerca incessante e delicata di un odore particolare trovato nell’incavo del suo collo.
Dolce. Di estate, dico sempre.

Giornate che ti fanno pensare a questo ma cancellano il momento dell’addio. O perlomeno ti trasformano l’addio in un semplice androne per un nuovo paradiso. Di quelli formati dai palazzi romani di quando ero bimba, che formavano un semicerchio e in mezzo c’era un cortile.
Giornate in cui senti l’odore di libertà.

Che ancora non c’è. Ma sai che si avvicina.
Giornate in cui capisci benissimo che odore e che colore ha l’Amore.

Ha il colore dell’ametista e la sera il colore dei suoi occhi.

E ha il suo odore, mi dico. Odore di estate.






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permalink | inviato da - Kia - il 22/2/2008 alle 15:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
9 febbraio 2008
Hesse


"Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.

Sono il mare che di notte si infuria,
che mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.

Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.

Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza."


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6 febbraio 2008
...Parole Come Pioggia...

A

more * Passione * Dolcezza * Tenerezza * Voglia * Voglia * Tumulto * Gioia * Baci * Sogno * Smottamento * Forza * Calore * Felicità * Cuore * Mente * Anima * Corpo * Bellezza * Sensibilità * Certezza * Sorriso * Orgoglio * Meraviglia * Serenità * Tenerezza * Coccole * Comprensione * Dignità * Divertimento * Insegnamento * Carezze * Odori * Sapori * Sensazioni * Meraviglia(Ancora) * Creatura * Cavaliere * Fuoco * Terra * Acqua * Salto * Profumo * Aria * Mani * Dita * Soffice * Profilo * Curve * Abbandono * Lettere * Foto * Immagini * Sogno(Ancora) * Seta * Rosso * Realtà * Illusione * Devozione * Sguardi * Parole * Poesia * Libri * Voce * Avvolgimento * Coinvolgimento * Condivisione * Cielo Terso * Pioggia Estiva * Mare * Montagna * Puro * Desiderio * Favola

"La Passione Tinge Dei Propri Colori Tutto Ciò Che Tocca"

 

 

 


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5 febbraio 2008
...Oggi...
 ...come un Cavaliere di Fuoco...

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