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BATlog:...Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte...

...La Notte Rivela L'Uomo....



...E Nei Tuoi Occhi Mi Perdo...



...Come In Un Cielo Estivo...




"Lasciami andare a vedere il sogno,
la velocità, il miracolo,
 non fermarmi con uno sguardo triste,
questa notte lasciami vivere laggiù sull'orlo del mondo,
solo questa notte, poi tornerò"




Noi siamo gemelli, Notte,
perchè tu riveli lo spazio e io rivelo la mia anima.

 


Sub tuum praesidium confugimus,
sancta Dei Genitrix.
Nostras deprecationes ne despicias
in necessitatibus,
sed a periculis cunctis
libera nos semper,
Virgo gloriosa et benedicta.




Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amero’ come le praterie amano la primavera,
e vivro’ in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Cantero’ il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascoltero’ il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
L'amore e’ un tesoro prezioso, e’ il dono che Dio fa
agli spiriti sensibili e grandi


(Kahlil Gibran)

 





Osservate con quanta previdenza la natura,
madre del genere umano,
ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.
Infuse nell'uomo più passione che ragione
perchè fosse tutto meno triste,
difficile, brutto, insipido, fastidioso.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza,
la vecchiaia neppure ci sarebbe.
Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati
godrebbero felici di un’eterna giovinezza.
La vita umana non è altro che un gioco della Follia.

Il cuore ha sempre ragione.

Erasmo da Rotterdam


C'è solo l'A.S. ROMA




L'Utente da Lei Chiamato è
al Momento Più Fuori di Testa Del Solito.
La Preghiamo di Riprovare Più Tardi....








L'Immensità

Io son sicura che
per ogni goccia
per ogni goccia che cadrà un nuovo fiore
nascerà
e su quel fiore una farfalla volerà.
Io son sicura che
in questa grande immensità
qualcuno pensa un poco a me
non mi scorderà.
Io lo so
tutta la vita sempre sola non sarò
un giorno troverò
un pò d'amore anche per me
per me che sono nullità
nell'immensità.
Io lo so
tutta la vita sempre sola non sarò
un giorno troverò
un pò d'amore anche per me
per me che sono nullità
nell'immensità
 



 "Poscia ch'io ebbi il mio dottore udito
nomar le donne antiche e ' cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

  I' cominciai: «Poeta, volontieri
parlerei a quei due che 'nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri».

  Ed elli a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno».

  Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a noi parlar, s'altri nol niega!».

  Quali colombe dal disio chiamate
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l'aere dal voler portate;

  cotali uscir de la schiera ov'è Dido,
a noi venendo per l'aere maligno,
sì forte fu l'affettuoso grido.

  «O animal grazioso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

  se fosse amico il re de l'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

  Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

  Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui.

  Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

  Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

  Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

  Quand'io intesi quell'anime offense,
china' il viso e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?».

  Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

  Poi mi rivolsi a loro e parla' io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

  Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri,
a che e come concedette Amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».

  E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.

  Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

  Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

  Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

  Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

  la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

  Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com'io morisse.

  E caddi come corpo morto cade."


Canto V




XVII sonetto

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.


T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti


che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.




"Scusa se son venuto qui questa sera
da solo non riuscivo a dormire perchè
di notte ho ancora bisogno di te
fammi entrare per favore solo
credevo di volare e non volo
credevo che l'azzurro di due occhi per me
fosse sempre cielo, non è
fosse sempre cielo, non è
posso stringerti le mani
come sono fredde tu tremi
no, non sto sbagliando mi ami
dimmi che è vero
dimmi che è vero
dimmi che è vero
dimmi che è vero,
dimmi che è vero
dimmi che noi non siamo stati mai lontani"

"Sono le piccole cose che rendono felici.."




Gechi E Vampiri

Una vita normale
La mattina col sole
Non l'avevo fatta mai
Mi svegliavo la notte
Come Gechi e vampiri
Trasgressioni solo routine
Stavo sempre uno schifo
Con la gente sbagliata
In un mondo che nel mondo non c'è
E col tempo anche i sogni si fanno i bagagli
E un bel giorno non li cerchi più
Ma chi sei, ma chi sei
Specchio specchio delle mie brame
Cosa vuoi, cosa vuoi
Sono la strega di Biancaneve
Dimmi che, dimmi che
Non tornerò mai com'ero prima
Dimmelo perché
Perché voglio di nuovo trovare la strada
Che tu avevi scelto per me
Ci vorrebbe una storia
veramente importante
che cancella tutto quanto così
più cerchi qualcosa
e più non trovi niente
ma questo ormai da tempo si sa
ma un giorno qualunque
in un posto tremendo
vedo quello che mi piace e sei tu
quando credevo d'avere finito
i Gechi e vampiri non ci sono più
Ma chi sei, ma chi sei
Specchio specchio delle mie brame
Cosa vuoi, cosa vuoi
Sono la strega di Biancaneve
Dimmi che, dimmi che
Non tornerò mai com'ero prima
Dimmelo perché
Perché voglio di nuovo trovare la strada
Che tu avevi scelto per me
Ma chi sei, ma chi sei
Perché non resti anche la mattina
Te ne vai, te ne vai
Mi fai tornare dov'ero prima
Ma perché, ma perché
Invece di giocare
Ancora non diventi mio
Perché un cuore che parte
Può fare più luce del sole anche stando quaggiù
Ma perché, ma perché
Invece di giocare
Ancora non diventi mio
Perché un cuore che parte
Può fare più luce del sole anche stando quaggiù
Perché voglio di nuovo una vita
un po' meno sbagliata e la voglio con te
con te
























































Grazie Andrea per averci creduto







































































27 maggio 2008
Viaggio
 "ogni viaggio
inizia sempre con un passo
percorri la via
conta solo su te stesso
cammina sul sentiero d'acciaio
perchè il destino ora
esige il suo tributo...
sei sulla via del vuoto"

(Kaos One)


Il mio viaggio inizierà tra qualche giorno?
Forse sì, forse no.

Cosa c'è all'orizzonte?
Cosa troverò?

Se andasse male?
E se invece andasse bene?
Se non ci sarai?
E se invece tornerai?
Se si chiuderà una porta?
E se invece si aprisse un portone?
Se mi tirassi indietro?
E se invece ce la facessi?

Il desiderio oramai ha forma. Forse questo è il momento.
E' esploso come una stella, ormai non si contiene più. Ormai è fuori. Ormai non lo fermi più.
E che così sia.

Ma quanta paura mi fa.........

Non ho altre soluzioni che quella di spiccare il volo.
Ma tu...rimani con me, Lovely.






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permalink | inviato da - Kia - il 27/5/2008 alle 0:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
29 aprile 2008
Pausa
Ci sono giornate che fanno schifo.
Che nemmeno iniziano, che sei ancora nel letto,  e già ti chiedi quanto manca perchè il sole tramonti ancora.
Vedi la sveglia e guardi il 7 a.m. e ti rigiri in quel letto che scotta e in cui sei entrata da nemmeno 3 ore ma che già ti chiede di alzarti.

Momento in cui non ce la fai più e mandi il primo messaggio della giornata, sapendo che hai dato il via ad una lunga serie di cazzate cattive senza senso che dirai ad una persona che ami con tutta l'anima e che sai capirà. Non che questa sia una giustificazione, sia chiaro.Anzi.
Telefoni a quell'anima che ami e che non soffre meno di te.

Poi ti alzi, barcolli. Colpa di una notte balorda, che in fondo, a che è servita?
A niente.
Se non a vomitare anche l'anima. E a renderti pure abbastanza ridicola.
Ma era passaggio obbligato.

Inizi la giornata, tanto inutile aspettare il tramonto senza fare niente.
Non passerebbe mai.

Esci.
Prendi la macchina.

E il primo incrocio che trovi, lo tiri dritto, perchè l'asfalto bagnato scivola, cazzo.
E tuo padre ti ha avvertito di non fare mai quella strada quando è bagnata perchè rischi di fare il botto.

Fai l'incrocio e lo tiri dritto mentre un'altra macchina viene su.
La sfiori sterzando e ti fermi ad un palmo dal muro.

Roba che ti passa tutta la vita davanti. Mica solo un pezzo.
Tutta.
E pensi che se è andata bene un motivo c'è.
Poi pensi che l'anima a cui hai telefonato stamattina ti ha lasciata. Per una persona che è già tanto dire che si merita di vivere.
Che si sforza di parlare, indegnamente, di amore.
Che parla di vita e invece è semplice Morte travestita.

E allora VAFFANCULO a quel muro che non era due palmi più vicino della sua reale posizione.
VAFFANCULO a quella tipa che invece di avere un fuoristrada e di prenderti in pieno, ti schiva, con un pandino che ha la tua stessa età.
VAFFANCULO al Male, che vince sempre, nella realtà. E lascia al bene la vittoria solo nei film e nei libri.

Poi arrivi dal meccanico, senza nemmeno ricordarti cosa tuo padre ti avesse detto di andare a fare, con la speranza che almeno il meccanico se lo ricordi.
E trovi quel cane che conosci da una vita che equivocando un tuo gesto ti morde e tiene stretto il tuo braccio senza mollare la presa, fino a quando non gli dai un colpo sul muso.

Così non sai più se stai più male per il suo morso, magari nella sua ottica legittimo, e la conseguente paura che la felpa non bastasse a proteggerti o perchè gli hai dato un colpo sul muso per fargli lasciare la presa.

Povera bestia mi dico.
Gli ho fatto male. E forse, ha più paura lei di me.
Povera bestia mi dico.

Poi sento risalire in me la voglia di ripagare con la stessa moneta chi rappresenta la causa del mio dolore e che ha causato la mia perdita, e, scura in volto, mi chiedo chi, tra le due, è la vera bestia.

E con in cuore la risposta, che la vera bestia, tra me e lei, è quella che è stata morsa.
E non quella che ha morso.



  



"Non permettere a nessuno di dirti che quello che desideri è irraggiungibile... Se hai un sogno, devi difenderlo... Se vuoi qualcosa, vai e prenditela. Punto."





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permalink | inviato da - Kia - il 29/4/2008 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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